Page 9 - Beethoven STARt-21 luglio
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conflitti vengono trionfalmente superati. […]
          Il primo tempo è forse la più perfetta applicazione della valenza tragica
          della tonalità di do minore e della dialettica beethoveniana, basata sul
          contrasto  di  due  idee,  una  veemente  e  una  implorante;  ma  questa
          perfezione è dovuta innanzitutto alla configurazione icastica del tema - i
          celebri “tre più uno” colpi iniziali, esposti all’unisono - poi a una tecnica
          di  elaborazione  che  fa  percepire  ogni  dettaglio  come  logicamente
          consequenziale, necessario e imprescindibile; la seconda idea è solo un
          diversivo, nel fitto reticolato dell’elaborazione, che viene tuttavia interrotta
          da improvvisi silenzi e singole voci strumentali, dalla valenza angosciante
          ed interrogativa.
          In questo contesto l’Andante con moto, in la bemolle maggiore, non ha la
          semplice funzione di stemperare la tensione, ma piuttosto di mantenerla
          sempre  sottesa;  per  questo  il  tema  dei  violoncelli  che  costituisce  la
          tranquilla idea portante del movimento, cede più volte il passo ad una
          improvvisa accensione degli ottoni, che preannuncia l’esito di tanti
          conflitti.
          Con lo Scherzo si torna non solo alla tonalità minore iniziale, ma anche
          al  medesimo  inciso  tematico,  solo  variato  ritmicamente;  è  questo  il
          movimento chiave per donare coerenza alla Sinfonia. Da una parte, infatti,
          il “motto” iniziale acquista, nella riproposizione, una valenza fatalistica;
          dall’altra parte il movimento sembra spegnersi nel nulla, con il “motto”
          sussurrato dai timpani, e sfocia invece in un episodio di transizione, tanto
          breve quanto decisivo, che congiunge direttamente i due ultimi tempi,
          attraverso un calibratissimo ed entusiasmante crescendo.
          Si approda dunque, col Finale, alla risoluzione di tutti i conflitti esposti,
          con una trionfale fanfara che è in realtà la conversione ottimistica dell’idea
          iniziale; non a caso, nella mirabile costruzione in forma sonata di questo
          finale, il secondo tema non è più, come nel primo tempo, in opposizione
          al  primo,  ma  piuttosto  complementare  ad  esso.  L’unico  momento  di
          interruzione  di  questo  entusiasmo  consiste  nella  riapparizione  di  un
          frammento dello Scherzo, come ricordo delle ombre e delle sofferenze
          da cui sono venute le conquiste finali.
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