Page 8 - Beethoven STARt-21 luglio
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La Quinta Sinfonia
          di Arrigo Quattrocchi



            Data di composizione 1804 - 1807
            Prima esecuzione Vienna, Theater an der Wien,
            22 Dicembre 1808
            Dedica Principe Joseph Max von Lobkowitz
            e Conte Andreas Rszumowsky
            Organico Ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, corno
            di bassetto, 2 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, archi



          II 22 dicembre 1808 il Theater an der Wien ospitava un concerto di
          musiche di Beethoven che allineava quattro novità assolute: la Sesta
          Sinfonia, la Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80, il Quarto
          Concerto per pianoforte e la Quinta Sinfonia; lavoro, quest’ultimo, che,
          fra tutti quelli proposti, aveva impegnato l’autore per il periodo più lungo
          di gestazione. I primi abbozzi risalivano al 1804, e la stesura era stata più
          volte interrotta, fra l’altro, quando i primi due tempi erano già abbozzati, per
          la creazione della Quarta Sinfonia; il lavoro si era concentrato soprattutto
          nel 1807. Questo sforzo creativo doveva tradursi in una delle partiture più
          innovative di Beethoven, sotto i differenti profili della complessità e varietà
          di scrittura, della coerenza interna e delle ambizioni concettuali. […]
          Attraverso  i  decenni  e  i  secoli  la  Quinta  si  è  imposta  nella  coscienza
          collettiva come la più paradigmatica fra le Sinfonie di Beethoven, ovvero
          come quella che, fra le nove partiture, riassume ed esemplifica meglio i
          tratti della personalità dell’autore. Convinzione, questa, che è certamente
          legata a una immagine idealistica e tendenziosa del Beethoven titanico,
          sublime e grandioso, ma che trova precisi riscontri all’interno della partitura.
          Nella quale conviene osservare subito il principale e più impressionante
          fattore di novità, ovvero il fatto che i quattro movimenti che si succedono
          non si limitano ad essere fra loro coerenti rispetto a una idea di base, ma
          realizzano un vero e proprio percorso interno, che traduce in suoni un
          progetto ideale ed emotivo: quello della progressiva transizione da una
          situazione di tensione e di conflitto a un’affermazione conclusiva in cui i
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