Page 3 - Beethoven STARt-21 luglio
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carne,  ossa  e  mascherine)  rimette  l’intelligenza  direttamente  al  centro
          della percezione delle cose, avvolgendo corpi e menti in un’unica bolla di
          pensiero che si fa emozione e nutre il sentimento. Eseguire le magnifiche
          nove vuol dire anche ritornare a interrogarsi sui segreti di questi capolavori.
          Chi sarebbe stato in grado (e chi mai poi lo è stato) di emozionarci in
          modo così incontenibile inventando una serie di incredibili variazioni su
          un’unica cellula ritmica che domina tutta la partitura come fa Beethoven
          con la sua Sinfonia n. 7? E chi avrebbe fatto della sinfonia un mondo a sé
          che contiene tutto: letteratura, voce umana, il teatro musicale, la politica,
          la tradizione sinfonica precedente, gli squarci visionari sul futuro, come
          percepiamo nella Nona? E chi avrebbe capito tutto, ma proprio tutto, sul
          marketing e la comunicazione del futuro riuscendo a finire sui fumetti,
          nelle colonne sonore dei film, nei jingle pubblicitari (perfino con “i sette
          piani di morbidezza”), dando il proprio nome a un cane star del cinema o
          regalando all’Unione Europea il suo inno?
          E poi c’è Antonio Pappano sul podio, alle prese per la seconda volta
          con il ciclo integrale delle sinfonie con la “sua” orchestra: anche questo
          evento è una tappa nella storia dell’Accademia con la quale siamo fieri di
          riaprire al pubblico i nostri appuntamenti. E infine il debutto ceciliano, nella
          famosa ultima sinfonia, del M° Piero Monti, da pochi mesi nuovo direttore
          del nostro coro. E altro ci sarebbe da elencare, nel 250° anniversario della
          nascita del Genio di Bonn.
          Quindi, se anche a voi fa piacere “partecipare a conversazioni intelligenti,
          a  proficui  scambi  di  vedute” restate con noi questa estate, perché
          dialogare con Beethoven è forse uno dei piaceri più alti (e forse anche
          uno dei doveri) che il destino può riservarci poiché, come è stato detto,
          “Egli era sordo, sì: ma solo al superfluo”.



                                                         Michele dall’Ongaro
                                  Presidente-Sovrintendente e Direttore artistico
                                      dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
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